mercoledì 29 settembre 2010

Una domanda "spontanea": obiettivi comuni?


In relazione alla dichiarazioni di Giuseppe Dimunno, riportate sull’Attacco del 28/10/2010 -“Le biomasse di Sant’Agata fanno già litigare politica e società civile”  - sento di dover rispondere al post “Governare il territorio: l’ultima boutade sono i comitati di cittadini “spontanei” voluti e promossi dai politici”.

Obiettivi Comuni ?
Le dichiarazioni di Giuseppe Dimunno, del Comitato cerignolano contro l’inceneritore di Borgo Tressanti, si inquadrano solo alla luce di un sentimento di antipolitica crescente in parte condivisibile, ma che, se sfocia nel pregiudizio, porta solo a valutazioni errate su realtà sociali e processi che non si conoscono bene.

Una società, nelle sue manifestazioni associative, partiti e movimenti apartitici, è veramente civile se si incontra, se discute e trova valori e obiettivi comuni sui quali convergere. I rappresentanti delle istituzioni, a qualsiasi partito appartengano, non sono per noi bestie nere, ma interlocutori a quali presentare problemi da risolvere e richieste d’interventi per il bene comune.

So che può sembrare atipico e inconsueto che un partito promuova la costituzione di un soggetto più ampio, aperto a tutti i cittadini che si occupi solo di ambiente e salute del territorio, ma credo che sia un dovere preciso per i partiti invitare la società civile al dibattito e alla partecipazione;  così com'è per noi un dovere promuovere un comitato di cittadini quando questo non avviene in modo “spontaneo” a causa dei gruppi di potere locale (amministrazioni locali e gruppi industriali) che piegano ai loro interessi società più deboli rispetto a comunità più vitali e ricche di un fermento culturale dove certi fenomeni possono anche avvenire “spontaneamente”.
Giova ricordare che molte di queste amministrazioni locali nascono all'insegna della spontaneità come soggetti apartitici, per poi seguire una logica di occupazione del potere fine a se stessa, fatta di sfruttamento e di svendita del territorio con conseguenze disastrose per le comunità locali.
Devo anche testimoniare la mia, come la storia di tanti militanti  "senza padroni" appartenenti a questo partito, che continuano a fare politica animati da un'autentica passione civile. Il Pd di Sant’Agata  di Puglia non agisce in nome e per conto di nessun politico di turno e le sue iniziative sono ugualmente “spontanee” anche se di partito. Ne' darei troppa enfasi alla parola "spontaneo", come se la spontaneità di un movimento sia una condizione sufficiente a garantire un programma di attività ambientaliste proficuo e utile ai temi dello sviluppo sostenibile.
Mi auguro, comunque,  che il confronto nato con la nostra iniziativa possa proseguire e creare invece quelle giuste sinergie utili a raggiungere obiettivi comuni non solo alla causa ambientalista, ma anche allo sviluppo del territorio. Invito, infine, Dimunno a seguire al momento la vicenda Agritre a Sant’Agata di Puglia sul blog santagapd.blogspot.com e a verificare se abbiamo degli obiettivi comuni per i quali valga la pena di fare una battaglia insieme.

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